Trasformazioni Stella (Y) ↔ Triangolo (Δ)

by Fernando Chiurazzi appfc.it Teoria + esempi + esercizi
Nota importante (verifica risultati): questo strumento esegue calcoli automatici con attenzione didattica, tuttavia è buona pratica verificare sempre i risultati con calcoli indipendenti o riscontri di laboratorio: anche un software accurato può presentare, in casi rari, imprecisioni dovute a errori non intenzionali nella programmazione o all’inserimento dei dati.

Indice rapido


Perché si fanno le trasformazioni Y↔Δ

Le trasformazioni Stella (Y)Triangolo (Δ) servono a semplificare reti in cui non è possibile applicare direttamente serie/parallelo. Sono fondamentali in DC (resistenze) e in AC (impedenze complesse).

Concetto: una rete Y e una rete Δ possono essere progettate affinché risultino equivalenti ai morsetti A–B–C. Quindi, qualsiasi circuito esterno “vede” le stesse impedenze tra AB, BC e CA.

Quando conviene usare Y↔Δ

Riduzione di circuiti (esami + esercizi)
  • Ponti resistivi non riducibili con serie/parallelo
  • Reti con “triangoli” interni che bloccano la semplificazione
  • Calcolo di Req o Zeq tra due morsetti
Applicazioni reali
  • Carichi trifase (stella/triangolo)
  • Impedanze equivalenti in reti AC (R, L, C)
  • Modellazione di sottoreti per analisi più veloce

Teoria: equivalenza elettrica e condizioni

L’equivalenza è garantita se le impedenze viste tra ogni coppia di morsetti coincidono: ZAB, ZBC, ZCA. Per questo lo strumento effettua una verifica automatica su tutte e tre.

Nota: l’equivalenza vale “verso l’esterno” (ai morsetti A–B–C). Correnti e tensioni interne ai rami possono cambiare, ma la rete esterna non se ne accorge.

Formato valori (reali e complessi)

Formule Y→Δ e Δ→Y

Stella → Triangolo (Y→Δ)

S = ZA·ZB + ZB·ZC + ZC·ZA

Triangolo → Stella (Δ→Y)

D = ZAB + ZBC + ZCA

Verifica tra morsetti (AB, BC, CA)

Stella (Y)
ZAB(Y) = ZA + ZB
ZBC(Y) = ZB + ZC
ZCA(Y) = ZC + ZA
Triangolo (Δ)
ZAB(Δ) = ZAB || (ZCA + ZBC)
ZBC(Δ) = ZBC || (ZAB + ZCA)
ZCA(Δ) = ZCA || (ZBC + ZAB)
Parallelo: Z1 || Z2 = (Z1·Z2) / (Z1 + Z2)

Errori tipici e consigli pratici

  • Formato: usa sempre j (es. 10-j5).
  • Denominatore ≈ 0: se un denominatore è vicino a zero, i risultati possono diventare molto grandi o instabili.
  • Controllo: usa sempre le verifiche AB/BC/CA: lo scarto dovrebbe essere ≈ 0%.

Esempi svolti

Esempio (DC) — Stella → Triangolo

DCY→Δ
Dati: ZA=10Ω, ZB=20Ω, ZC=30Ω
S = 10·20 + 20·30 + 30·10 = 1100
ZAB = 1100/30 = 36.6667 Ω
ZBC = 1100/10 = 110 Ω
ZCA = 1100/20 = 55 Ω

Esempio (AC) — Triangolo → Stella (reattanze)

ACΔ→Y
Dati: ZAB=j10, ZBC=j20, ZCA=j30
D = j10 + j20 + j30 = j60
ZA = (j10·j30)/j60 = (-300)/j60 = +j5
ZB = (j10·j20)/j60 = (-200)/j60 = +j3.3333
ZC = (j20·j30)/j60 = (-600)/j60 = +j10

Esercizi proposti (con soluzioni attese)

Usa lo strumento per svolgere e verificare. Le soluzioni sono “attese” (valori/forme di riferimento). In AC è normale ottenere valori complessi: l’importante è che lo scarto AB/BC/CA sia ≈ 0%.

# Tipo Dati Richiesta Soluzione attesa
1 DC — Y→Δ ZA=5Ω, ZB=10Ω, ZC=15Ω Calcola ZAB, ZBC, ZCA S=275; ZAB=18.3333Ω; ZBC=55Ω; ZCA=27.5Ω
2 DC — Δ→Y ZAB=30Ω, ZBC=60Ω, ZCA=90Ω Calcola ZA, ZB, ZC D=180; ZA=15Ω; ZB=10Ω; ZC=30Ω
3 DC — Y simmetrica ZA=ZB=ZC=12Ω Converti in Δ ZAB=ZBC=ZCA=36Ω
4 DC — Δ simmetrica ZAB=ZBC=ZCA=45Ω Converti in Y ZA=ZB=ZC=15Ω
5 AC — Y→Δ ZA=10+j5, ZB=8-j2, ZC=6+j4 Converti in Δ e verifica Valori complessi; verifica: scarto AB/BC/CA ≈ 0%
6 AC — Δ→Y ZAB=j12, ZBC=j18, ZCA=j30 Converti in Y Valori attesi puramente immaginari; scarto AB/BC/CA ≈ 0%
7 AC — segni ZA=5, ZB=j10, ZC=4-j3 Y→Δ e verifica Valori complessi; attenzione ai segni; scarto ≈ 0%
8 DC — controllo AB ZA=7Ω, ZB=11Ω, ZC=13Ω Y→Δ e confronta ZAB(Y) e ZAB(Δ) ZAB(Y)=18Ω; (Δ: ZAB || (ZCA+ZBC)) ⇒ ≈18Ω
9 AC — misto ZAB=5+j5, ZBC=10-j3, ZCA=8+j0 Δ→Y e verifica Valori complessi; scarto AB/BC/CA ≈ 0%
10 DC — “quasi critico” ZAB=1Ω, ZBC=1Ω, ZCA=0.001Ω Δ→Y e osserva stabilità Possibili valori molto grandi (denominatore piccolo): attenzione, verifica sempre!
Suggerimento per docenti: usa gli esercizi 1–4 per consolidare la tecnica (numeri semplici), poi passa agli esercizi AC (5–9) e al caso “critico” (10) per discutere stabilità numerica e controllo dei risultati.

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