Nonostante l’attenzione posta nello sviluppo di questo strumento, potrebbero verificarsi errori dovuti a fattori non previsti, approssimazioni o utilizzi non corretti. Si raccomanda di verificare sempre i risultati ottenuti con calcoli manuali, simulazioni o misure reali.
Un partitore di tensione è un circuito (tipicamente due resistenze in serie) che permette di ottenere una tensione di uscita inferiore rispetto alla tensione di alimentazione. L’uscita si preleva ai capi di una delle resistenze (di solito R2).
Un partitore di corrente descrive come una corrente totale (proveniente da una sorgente di corrente) si ripartisce su più rami in parallelo. Con due rami (R1 e R2) la corrente si distribuisce in modo inverso alle resistenze.
Nel partitore di tensione, quando colleghi un carico RL sull’uscita, quel carico si mette in parallelo a R2. Questo produce una resistenza equivalente R2′ più piccola di R2. Risultato: la tensione di uscita diminuisce.
Il partitore “ideale” presume che dall’uscita non venga prelevata corrente (uscita a vuoto). In pratica, un carico reale assorbe corrente: l’uscita non è più a vuoto, quindi la ripartizione delle cadute (o delle correnti) cambia.
Vout = V · R2 / (R1 + R2)
R2′ = R2 ∥ RL Vout = V · R2′ / (R1 + R2′)
I1 = I · R2 / (R1 + R2) I2 = I · R1 / (R1 + R2)
R2′ = R2 ∥ RL I2 = I · R1 / (R1 + R2′)
Nota didattica: nella modalità “corrente” lo strumento calcola anche la tensione ai capi del parallelo: V = I · Req.
Dati: V = 12 V, R1 = 2 kΩ, R2 = 1 kΩ
Risultato: Vout = 4 V (modello ideale a vuoto)
Dati: V = 12 V, R1 = 2 kΩ, R2 = 1 kΩ, RL = 1 kΩ
Risultato: Vout scende da 4 V a 2,4 V perché il carico dimezza “di fatto” R2 (R2′ = 500 Ω).
Usiamo gli esempi 1 e 2:
Variazione percentuale: %Δ = (2,4 − 4,0) / 4,0 · 100 = −40%
Interpretazione: la presenza del carico modifica in modo molto marcato l’uscita (−40%). In applicazioni reali questo significa che il partitore “semplice” non è adatto se il carico assorbe corrente significativa.
Suggerimento: prova a rendere RL molto grande (es. 100 kΩ) e poi molto piccola (es. 220 Ω) per vedere come cambia l’uscita.