Schemi per impianti elettrici: i simboli Grafici

A tutti capita di ritrovarsi fra le mani un dispositivo elettrico o elettronico e di non sapere cosa sia.


Questo, soprattutto in quanto alla maggior parte di noi comuni mortali tutte quelle strane sigle, codici 

presenti sullo stesso ci sembrano indecifrabili, scritte in un’altra lingua.

Basta poco per scoprire che il
dispositivo che vi ritrovate fra le mani è un interruttore, un pulsante, un semplice relè o altro.

E' un po’ come accade per l’alfabeto che ci permette, conoscendo le varie lettere, di comporre parole, frasi, che abbiano un senso 

e possano trasmettere un messaggio, anche per realizzare gli “schemi per gli impianti elettrici” adotteremo lo stesso metodo.

Dobbiamo solo imparare un
“alfabeto” diverso, una “lingua” nuova e sconosciuta ai più e le relative “regole” da usare.

Ebbene anche nel mondo degli schemi per gli impianti elettrici ci sono delle regole e un alfabeto a cui fare riferimento, in questo caso 

le stesse sono dettate dagli “enti normativi” vari (CEI, CENELEC, IEC, ecc…) nazionali e internazionali che si occupano di definire 

gli standard relativi in materia di elettricità, elettronica e tecnologie ad esse correlate.

Questi enti in comune accordo fra di loro hanno stilato quello che può essere definito un
“alfabeto” contenente i simboli grafici e 

le relative “regole” da utilizzare nella rappresentazione grafica degli schemi per gli impianti elettrici, Civili o Industriali che siano.

In breve: se vogliamo sapere che cos’è il dispositivo che ci ritroviamo fra le mani ci basta solamente andare a spulciare l’elenco 

dei simboli grafici per gli impianti elettrici e leggere di cosa si tratta.

Gli
elettricisti più bravi, soprattutto quelli con tanta esperienza, conoscono ormai a mente l’alfabeto dei simboli grafici e le relative 

regole per gli impianti elettrici civili o industriali.

Osservando un simbolo sanno subito identificare e capire di cosa si tratta.

Un elenco dei
simboli grafici per gli impianti elettrici civili lo possiamo vedere qui

Nota: quando si parla di “Simboli” o “Segni” grafici per gli impianti elettrici civili o industriali si parla sempre della medesima cosa.

Per dispositivi intendo pulsanti, interruttori, deviatori, invertitori, lampade, prese, ecc… ecc…

Una volta che sappiamo come rappresentare e riconoscere graficamente i vari dispositivi che faranno parte dell’impianto elettrico, 

ci serve un metodo per capire come collegare fra di loro gli stessi, su come funziona l’impianto e dove verranno posizionati.

Per far questo gli elettricisti e professionisti vari che hanno a che fare con la progettazione, realizzazione e il cablaggio degli impianti 

elettrici si affidano per la rappresentazione grafica degli impianti elettrici civili o industriali a 4 tipologie di schemi, vale a dire 

lo “schema funzionale”, lo “schema di installazione”, lo “schema di rappresentazione topografica” e lo “schema del circuito di potenza”.

Schema Funzionale

Lo schema funzionale, detto anche schema di funzione, direi che è quello più utilizzato. Questo in quanto attraverso lo stesso si può capire

in modo semplice il funzionamento dell’impianto e dei vari dispositivi che lo compongono. Nello schema funzionale non si tiene conto della

reale ubicazione dei vari dispositivi. In breve, leggendo lo schema funzionale, non si riesce a capire dove vanno posizionati i vari dispositivi.

Schema di installazione

Lo schema di installazione viene utilizzato per installare o cablare correttamente i vari dispositivi presenti nell’impianto, in quanto 

attraverso lo stesso vengono rappresentate dettagliatamente le varie connessioni (punti di collegamento). Lo schema di installazione 

a differenza dello schema funzionale tiene conto in modo particolare della posizione dei vari dispositivi che essi avranno nell’impianto

Nello stesso vengono anche rappresentate le scatole e le cassette di derivazione che permettono la messa in opera dell’impianto. 

I conduttori presenti vengono tutti rappresentati attraverso delle linee parallele indicando cosi che essi seguono lo stesso tragitto

che sono vicini ed inseriti nello stesso tubo protettivo e orientati nella stessa direzione.

Nota: gli schemi di funzione e di installazione sono definiti rappresentazioni multifilari, in quanto in essi viene rappresentato, 

attraverso ogni linea, ogni relativo conduttore.

Schema di rappresentazione topografica o planimetrico

Lo schema di rappresentazione topografico, detto anche schema planimetrico, a differenza dei primi due appena sopra citati

mostra i dispositivi elettrici e non elettrici che faranno parte dell’impianto e dove essi saranno effettivamente collocati. 

Lo schema di rappresentazione topografico, è una rappresentazione unifilare in quanto attraverso la rappresentazione grafica 

di una sola linea sono indicati più conduttori. Di solito accanto alla linea vengono riportati attraverso dei numeri e simboli 

vari delle informazioni aggiuntive che indicano quanti sono i fili della linea, la sezione degli stessi, la tipologia dei conduttori 

presenti (fase, terra, neutro) se la linea e sospesa o murata, le cassette di derivazione, le scatole porta frutto e altro.

Nota: gli schemi appena sopra indicati sono abbastanza utilizzati nella maggior parte della rappresentazione degli

impianti elettrici civili o industriali

Tuttavia per alcune tipologie di impianti più complessi occorre fare riferimento agli schemi di cablaggio forniti dalle rispettive case produttrici.


                                                         Schema del circuito di potenza

Nella rappresentazione degli schemi per gli impianti elettrici industriali oltre allo schema funzionale visto in precedenza 

viene usato molto anche lo “schema del circuito di potenza”. In questa tipologia di schema vengono rappresentati tutti 

quei dispositivi che di solito si occupano del collegamento o alla disinserzione di un carico come motori di grossa potenza 

o dispositivi riscaldanti. In questo tipo di schema viene utilizzata la rappresentazione semiraggruppata 

dove un’unica sigla indica più componenti della stessa apparecchiatura.

IEC, CENELEC e CEI

La rappresentazione grafica degli schemi per gli impianti elettrici, che sia essa effettuata su carta o tramite software 

appositi al computer, tipo Autocad, va fatta tenendo sempre in considerazione le varie normative di riferimento CEI, CENELEC, IEC.

Gli schemi per gli impianti elettrici che andranno ad essere realizzati dovranno essere chiari e di facile comprensione 

al fine che chi legga gli stessi possa capire in breve tempo quali dispositivi sono presenti nell’impianto, come funziona, che tensioni elettriche ci sono all’interno dello stesso, dove verranno collocati i vari dispositivi.

E' da precisare che a volte le frasi in lingua italiana, anche se scritte rispettando le regole, si prestano ad interpretazione....

uno schema, scritto correttamente, DEVE indicare precisamente ciò che un dispositivo, una macchina svolge.

Come leggere gli schemi elettrici industriali

 

Nella rappresentazione degli impianti elettrici industriali assumono importanza rilevante i segni grafici che indicano specifiche

apparecchiature o parti di esse o completano il significato di apparecchiature simili, ma con funzioni diverse.

Anche in questo settore esistono norme, emanate dal CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e aventi lo scopo di dare una 

classificazione ai vari schemi di rappresentazione degli impianti elettrici.

Fig. 1 - Impianto luce per il comando di un gruppo di lampade comandato da un punto con un interruttore, una presa comandata da un punto e una presa sempre alimentata. a) Schema elettrico funzionale - b) Schema elettrico di montaggio. (Clicca per ingrandire)

Fig. 1 - Impianto luce per il comando di un gruppo di lampade comandato da un punto con un interruttore, una presa comandata da un punto e
una presa sempre alimentata. a) Schema elettrico funzionale - b) Schema elettrico di montaggio. (Clicca per ingrandire)

È importante sottolineare che, in conseguenza degli intensi scambi internazionali, è via via aumentata l’influenza delle 

prescrizioni emanate dal IEC, (International Electrotechnical Commission), per cui hanno un po’ perso importanza le 

procedure nazionali per l’elaborazione delle norme. Per questo motivo, dopo la pubblicazione delle norme IEC 617-1...13 relative 

ai “Segni grafici per schemi elettrici”, il CEI ha provveduto a sostituire le proprie norme corrispondenti CEI 3-3...12 con le 

nuove CEI 3-14...26, uniformandole a quelle internazionali.

Di particolare importanza, per i Paesi europei, è il CENELEC (Comité Européen de Normalisation Electrotechnique) a cui aderiscono 

18 Paesi europei e che ha lo scopo di armonizzare le norme nazionali dei Paesi membri per eliminare gli eventuali ostacoli tecnici negli scambi commerciali.

Il CENELEC emette documenti di armonizzazione (siglati HD) o norme europee (siglate EN) in accordo con le norme IEC

Tutte le iniziative del CENELEC vengono proposte alla IEC per costituire un gruppo di lavoro internazionale; se la IEC non è interessata 

all’iniziativa, il progetto prosegue a livello europeo. Le pubblicazioni CENELEC devono essere obbligatoriamente recepite nelle normative 

nazionali dei Paesi membri.

A livello nazionale troviamo, come si è detto, il CEI preposto all’emanazione delle norme relative a materiali, apparecchiature e 

impianti elettrici; con l’osservanza di tali norme, gli impianti elettrici sono ritenuti realizzati a “regola d’arte”. Il CEI è suddiviso

in Comitati Tecnici (CT) e in sottocomitati (SC), ciascuno competente in un determinato settore, come per esempio:

  • CT 1, terminologia;
  • CT 3, segni grafici;
  • CT 16, contrassegni dei terminali ed altre identificazioni;
  • CT 20, cavi per energia;
  • CT 44, equipaggiamento elettrico delle macchine industriali;
  • CT 64, impianti utilizzatori;
  • CT 81, protezione contro i fulmini.

I comitati hanno il compito di redigere i fascicoli delle norme. Alle loro attività collaborano produttori, utilizzatori, professionisti, 

studiosi e rappresentanti di Enti di Stato. Il CEI partecipa alle attività degli Enti normativi internazionali.

Pertanto uno stesso argomento è normalmente oggetto di norme IEC, CENELC e CEI in accordo tra di loro. Per esempio, 

la norma per la “Preparazione dei documenti utilizzati in elettrotecnica. Parte 1: Prescrizioni generali” CEI 3-36 (1993), 

fascicolo 2203, è conforme alla norma CENELEC EN 61082-1 (1993) identica alla norma IEC 1082-1 (1991).

Si raccomanda un completo e attento studio delle norme, sottolineando come la semplificazione osservata in quest’ultima 

stesura degli schemi elettrici si accordi con le esigenze di chiarezza e di semplicità, caratteristiche essenziali per un proficuo 

utilizzo di sistemi di disegno assistiti dal computer e con sistemi di tracciamento automatico (CAD). Prima di elencare i segni 

grafici utilizzati per la rappresentazione degli impianti elettrici industriali, è necessario dare una definizione rapida e sintetica 

degli schemi che vengono rappresentati nei capitoli che seguono.

 

Schema funzionale, schema di montaggio e schema di potenza

 

Lo schema funzionale rappresenta in modo semplice il funzionamento delle apparecchiature che compongono l’impianto. 

Esso è utilizzato per la comprensione del funzionamento. Negli schemi funzionali non si tiene conto della reale ubicazione 

degli elementi rappresentati; per la loro preparazione si deve cercare di fare il minor numero di incroci e direzioni possibili.
Per l’aspetto e la stesura di uno schema funzionale occorre comunque osservare le indicazioni delle norme CEI, che fanno 

riferimento alle norme internazionali IEC.

Lo schema di montaggio rappresenta, invece, le apparecchiature nella loro forma di apparecchi completi e tiene conto

in modo particolare della loro posizione nell’impianto. In questo schema, oltre alle apparecchiature elettriche, vengono 

rappresentate tutte le scatole e cassette di derivazione che permettono la messa in opera dell’impianto; inoltre, i conduttori 

seguono percorsi paralleli, indicando così se seguono lo stesso tragitto, se sono vicini e inseriti in un tubo protettivo o orientati 

nella stessa direzione. Vengono inoltre rappresentati i punti di collegamento.
Gli schemi elettrici funzionali e di montaggio vengono definiti rappresentazioni multifilari, in quanto in essi viene rappresentato, 

con una linea, ogni conduttore.

Oltre allo schema funzionale visto precedentemente, negli impianti industriali viene utilizzato anche lo schema di potenza, che

rappresenta le apparecchiature o le parti di apparecchiature che concorrono, mediante lo scambio di contatti, al collegamento 

o alla disinserzione di un carico (motori elettrici, elementi riscaldanti, ecc.) dalla linea di alimentazione. Questo tipo di schema utilizza

la rappresentazione cosiddetta semiraggruppata, dove un’unica sigla identifica più componenti della stessa apparecchiatura.

 

Introduzione agli schemi elettrici industriali e agli schemi elettropneumatici

Fig. 2 - Esempio di schema elettrico di potenza multifilare con il relativo schema funzionale: telecomando di un motore asincrono trifase. (Clicca per ingrandire)

 

Tabella norme CEI

 

La seguente tabella riporta l’elenco delle norme CEI inerenti la preparazione della documentazione elettrica.

Norme CEI

Argomento

3-14

Elementi dei segni grafici, segni grafici distintivi e altri segni grafici di uso generale

3-15

Conduttori e dispositivi di connessione

3-16

Componenti passivi

3-17

Semiconduttori e tubi elettronici

3-18

Produzione, trasformazione e conversione dell’energia elettrica

3-19

Apparecchiature e dispositivi di comando e di protezione

3-20

Strumenti di misura, lampade e dispositivi di segnalazione

3-21

Telecomunicazioni: apparecchiature di commutazione e periferiche

3-22

Telecomunicazioni: trasmissione

3-23

Segni grafici per schemi e piani di installazione architettonici e topografici

3-24

Elementi analogici

3-25

Generalità, indice generale e tabelle di corrispondenza

3-26

Elementi logici binari

3-27

Segni grafici da utilizzare sulle apparecchiature

3-28

Principi generali per l’elaborazione dei segni grafici da utilizzare sulle apparecchiature

3-30

Segni grafici per impianti termoelettrici e nucleotermoelettrici

3-31

Segni grafici per impianti idroelettrici

3-33

Raccomandazione per la preparazione degli schemi elettrici

3-34

Codice di identificazione dei materiali da utilizzare nella tecnologia elettrica

3-35

Preparazione dei diagrammi funzionali per sistemi di comando e controllo

3-36

Preparazione di documenti utilizzati in elettrotecnica. Parte 1: Prescrizioni generali

3-37

Designazione di segnali e connessioni

3-38

Preparazione di documenti utilizzati in elettrotecnica. Parte 2: Schemi orientati alla funzione

3-39

Preparazione di documenti utilizzati in elettrotecnica. Parte 3: Schemi, tabelle e liste delle connessioni

Tab. 1 - Norme CEI riguardanti la documentazione elettrica, conformi alle norme IEC 113, 416, 417, 617, 750.