Sino agli anni ’60 del XX° secolo lavare i panni era un “affare serio” in quanto richiedeva molta fatica e necessitava di diversi giorni, a differenza dei tempi contemporanei ove con l’ausilio della lavatrice e dell’asciugatrice nel volgere di alcune ore si risolve il problema senza la minima fatica. Infatti, sebbene i primi elettrodomestici con funzione di lavapanni, denominate in seguito lavatrici, risalgano ai primi anni ’40, fu solo con lo sviluppo economico degli anni ’60 e ’70 che la lavatrice ebbe una notevole diffusione nelle abitazioni.

Prima di allora il bucato si lavava a mano, innanzitutto non si disponeva di un detersivo o di un ammorbidente già pronto all’uso per cui era necessario produrselo. Due tre giorni prima di quando si stabiliva di fare l’operazione di lavaggio, si metteva da parte della cenere del focolare che veniva riposta in un bidone in metallo che si riempiva con dell’acqua. Dopo un paio di giorni il bidone si poneva sul fuoco e l’acqua contenuta veniva fatta bollire, ottenendo così’ la “lìssia” che costituiva il detersivo del passato.

Lavare i panni era un vero e proprio rito; con una cadenza di ogni 20/25 giorni la biancheria del letto veniva tolta e lavata.

D’inverno il tutto diventava più complicato a causa del freddo e dell’acqua gelata o ghiacciata, ma si trattava comunque di un’operazione che si doveva fare lo stesso. Appena compariva un po’ di sole (anche con la neve) la massaia scaldava l’acqua  nel pajolo ed iniziava tutta la faticosa procedura per il lavaggio.

Quindi la lavatrice con il suo programmatore ha spazzato via tutti questi inconvenienti con buona soddisfazione di tutta la famiglia.

Il termine automazione identifica la tecnologia che usa sistemi di controllo (come circuiti logici o elaboratori) per gestire macchine e processi, riducendo la necessità dell'intervento umano, ovvero per l'esecuzione di operazioni ripetitive o complesse, ma anche dove si richieda sicurezza o certezza dell'azione o semplicemente per maggiore comodità.

Una volta che una macchina è stata istruita a fare determinate operazioni o a svolgere un ciclo di lavoro, lo eseguirà sempre allo stesso modo. Un pò come una canzone incisa su disco, verrà riprodotta sempre così come incisa.

La domanda è : "È solo questione di tempo prima che l'uomo venga sostituito dalle macchine" ???


Mi rispondo con una domanda: Ma come può una macchina superare il suo creatore?

Gli esseri umani svolgono attività secondo la propria intelligenza. Al contrario, le macchine hanno solo un'intelligenza artificiale. La brillantezza dell'intelligenza di una macchina dipende dall'intelligenza degli umani che l'hanno creata.


Ormai se ne sentono di tutti i colori. Robot in grado di accudire anziani soli, robot capaci di fare il lavoro di infermieri, pulire la casa o di condurre i telegiornali. In Danimarca addirittura si trova il quartier generale dei robot. Talvolta l' uomo, di fronte ad un tale progresso, si sente minacciato nel suo lavoro e nella sua dignità.
robot sono delle macchine installate e programmate per sostituire i dipendenti nell’esecuzione di compiti di routine, compiti e lavori gravosi, pericolosi, ripetitivi. Hanno sicuramente il vantaggio di non avvertire stanchezza, di non richiedere uno stipendio, né costi assicurativi.
Raggiungere il massimo degli scopi con l' impiego minimo dei mezzi.
E come vedremo c'erano una volta grossi quadri elettrici con numerosissimi relè, sostituiti oggi da apparecchiature programmabili PLC che sono più affidabili, ma che necessitano di essere programmati, e finora la programmazione è affidata all' uomo. Non lo so se si potrà arrivare al punto che macchine programmino autonomamente altre macchine.